
Itinerario di salita
Voie Major: la grande via storica della parete della Brenva
La Voie Major è una delle ascensioni più impegnative del Monte Bianco (4.805,59 m — IGN/OGE 2021) e una delle pagine più significative della storia dell'alpinismo europeo. Aperta nel settembre 1928 da T. Graham Brown e Frank Smythe sulla parete della Brenva, versante italiano, traccia una linea quasi diretta verso la vetta su ~1.000 m di parete esposta ai seracchi, quotata TD secondo la scala ENSA/FFCAM. È una via di riferimento per alpinisti esperti che cercano un itinerario storico e impegnativo.
Scritto da Victor Michel — appassionato di storia e alpinista appassionato, residente a Chamonix. Pubblicato il 7 maggio 2026 · Aggiornato il 6 agosto 2026
Riassunto rapido
La Voie Major (TD) parte dal bivacco Eccles (FFCAM, 3.850 m) o dal rifugio Monzino (CAI, 2.590 m), versante italiano, accessibile da Courmayeur. Risale un lungo canale di neve e ghiaccio prima di affrontare passaggi misti ripidi (55°–60°) per raggiungere la cresta sommitale del Monte Bianco. Durata tipica dal bivacco Eccles: 8-12 h per una cordata molto esperta. La discesa si effettua obbligatoriamente per la via del Goûter (versante francese).
Da ricordare
- Prima ascensione: T. Graham Brown + Frank Smythe — 2 settembre 1928 (35 h dal piede della parete)
- Quotazione TD (Molto Difficile) — ENSA/FFCAM — passaggi a 55°–60° su ghiaccio vivo
- Partenza: bivacco Eccles (FFCAM, 3.850 m) o rifugio Monzino (CAI, 2.590 m), versante italiano
- Dislivello dal bivacco Eccles: ~1.000 m fino alla vetta (4.805,59 m IGN/OGE 2021)
- Passaggio chiave: zona di seracchi attivi da attraversare prima delle 8 solari — nessun ritardo ammesso
- Nessuna ritirata possibile oltre un terzo della via — impegno totale
- Discesa: obbligatoriamente per la via del Goûter (versante francese) — la Brenva non si disarrampica
Scheda tecnica
- VersanteItaliano — Val Veny (Courmayeur, Aosta, Italia)
- AccessoTraforo del Monte Bianco (Chamonix–Courmayeur, ~45 min, pedaggio ~25 €) + Val Veny + rifugio Monzino (2.590 m) + bivacco Eccles (3.850 m)
- Campo di partenzaBivacco Eccles (FFCAM, incustodito, ~15 posti) a 3.850 m — o rifugio Monzino (CAI, 2.590 m) se il bivacco è completo
- Altitudine vetta4.805,59 m (misura ufficiale IGN/OGE 2021)
- Dislivello via~1.000 m (crepaccia terminale ~3.800 m → vetta 4.805,59 m)
- QuotazioneTD (Molto Difficile) — ENSA/FFCAM — passaggi a 55°–60° su ghiaccio
- Durata salita8-12 h dal bivacco Eccles · 12-18 h dal rifugio Monzino
- Prima ascensioneT. Graham Brown + Frank Smythe — 2 settembre 1928 (35 h dalla parete alla vetta)
- Stagione ottimaleMetà giugno-fine luglio — neve portante, seracchi relativamente stabili
- RitornoVia normale del Goûter lato francese — Dôme du Goûter (4.304 m) → rifugio del Goûter (3.835 m) → tramway del Monte Bianco
Itinerario della Voie Major — Giorno per giorno
G−1 — Avvicinamento e notte in quota
Courmayeur → Rifugio Monzino (CAI, 2.590 m) → Bivacco Eccles (FFCAM, 3.850 m). Da Courmayeur o La Visaille (fondo della Val Veny), risalire il ghiacciaio del Miage fino al rifugio Monzino (3 h 30-4 h). Le cordate ben allenate proseguono direttamente fino al bivacco Eccles (4-6 h supplementari sul ghiacciaio del Brouillard). Il bivacco Eccles — incustodito, ~15 posti, gestito dalla FFCAM — si trova al colle dell'Innominata (3.850 m). La sua posizione elevata riduce a ~1.000 m il dislivello restante fino alla vetta. Notte breve indispensabile: partenza prevista tra mezzanotte e le 2.
Giorno G — Dalla Voie Major alla vetta (partenza notturna)
Bivacco Eccles (3.850 m) → Piede della parete (~3.950 m) — 30-45 min. La cordata scende leggermente da Eccles per raggiungere la crepaccia terminale della Route Major. In condizioni di gelo notturno, questo attraversamento glaciale si fa su neve portante. È l'unica finestra favorevole prima che il sole riscaldi i seracchi sovrastanti — qualsiasi ritardo qui può compromettere il seguito. Piede della parete → Prima zona tecnica — 2-3 h. La Voie Major risale prima un canale di neve inclinato a 40°–45° su circa 300 m. La progressione in cordata con ramponi 12 punte e piccozza è indispensabile. La neve gelata di notte offre le migliori condizioni — neve fresca o ammorbidita aumentano significativamente il rischio valanghe e rallentano la progressione. Zona di seracchi e passaggi misti (parte alta) — 3-5 h. La parte centrale attraversa una zona di seracchi attivi: è richiesta velocità di progressione, la cordata non si ferma. I passaggi misti (roccia e ghiaccio) raggiungono 55°–60° su più tiri. Il posizionamento di viti da ghiaccio e la padronanza della piccozza-trazione non sono negoziabili. T. Graham Brown e Frank Smythe hanno impiegato 35 h nella prima ascensione del 1928 — le condizioni moderne, con un manto nevoso assottigliato, rendono alcuni passaggi ancora più delicati rispetto all'epoca. Cresta sommitale → Monte Bianco (4.805,59 m) — 1-2 h. Una volta raggiunta la cresta sommitale (~4.600–4.700 m), la difficoltà tecnica diminuisce sensibilmente. La cordata raggiunge la vetta per la cresta delle Bosses, comune con la via normale del Goûter. In vetta, la discesa si effettua immediatamente per la via del Goûter: Dôme du Goûter (4.304 m), rifugio del Goûter (3.835 m), tramway del Monte Bianco da Nid-d'Aigle (2.412 m) o discesa a piedi fino a Les Houches.
Livello fisico
Livello fisico d'élite. La Voie Major implica 12-18 h di sforzo continuo oltre i 3.800 m di altitudine, con passaggi tecnici nella seconda metà della giornata — quando la stanchezza e l'ipossia riducono le capacità del 20-30% secondo i dati ENSA. Il profilo di preparazione raccomandato include: diverse vie a 4.000 m nelle Alpi (di cui almeno una in quotazione AD o superiore), allenamento cardio-respiratorio 8-10 h/settimana su 6 mesi, e almeno una notte trascorsa oltre i 3.500 m prima dell'ascensione.
Livello tecnico
Livello tecnico esperto. Quotazione TD (Molto Difficile) secondo la scala ENSA/FFCAM. La via richiede: ramponi 12 punte con perfetta padronanza su pendio ripido (fino a 60°), piccozza-trazione autonoma, posizionamento e recupero di viti da ghiaccio, progressione su terreno misto (roccia + ghiaccio) in condizioni notturne, calate in ambiente alpino. Nessuna attrezzatura fissa preinstallata su questa via — il materiale di assicurazione personale è interamente a carico della cordata.
Dettagli sulla difficoltà
La Voie Major cumula quattro fonti di difficoltà complementari: (1) il pendio sostenuto su ~1.000 m di dislivello (da 40° a 60° a seconda del settore) senza zona di riposo significativa; (2) l'isolamento — nessuna ritirata possibile oltre un terzo della via, la vetta resta l'unica uscita; (3) i seracchi — zona di caduta attiva da attraversare imperativamente prima delle 8 solari; (4) l'altitudine — i passaggi più duri si svolgono tra 4.200 e 4.700 m, dove la pressione parziale di ossigeno è inferiore del 40-45% rispetto al livello del mare (fonte ENSA). Dall'apertura nel 1928, il ghiacciaio della Brenva ha perso ~30% della sua superficie (dati CNRS), lasciando più roccia e ghiaccio vivo.
Rischi specifici
- Seracchi attivi — da attraversare imperativamente prima delle 8 solari; qualsiasi ritardo rende la progressione pericolosa
- Caduta sassi — liberati dal disgelo; casco obbligatorio su tutto il percorso
- Impegno totale — nessuna ritirata dopo il primo terzo; solo la vetta permette un'uscita via Goûter
- Ghiaccio vivo — copertura nevosa ridotta dal 2000; due piccozze e 4+ viti da ghiaccio indispensabili
- Ipotermia notturna — temperature tra −15 °C e −25 °C a 4.000 m d'estate; abbigliamento alta quota obbligatorio
- Disorientamento notturno — via non segnalata; GPS con coordinate precaricate indispensabile
Rifugi e punti chiave
- Rifugio Monzino (CAI) — 2.590 m — Val Veny (Italia) — ~70 posti, custodito da metà giugno a metà settembre — prenotazione obbligatoria
- Bivacco Eccles (FFCAM) — 3.850 m — colle dell'Innominata — ~15 posti, incustodito, aperto in stagione estiva
- Rifugio del Goûter (FFCAM) — 3.835 m — versante francese — per la discesa dopo l'ascensione
Attrezzatura consigliata
- Ramponi 12 punte anti-zoccolo (attacco automatico rigido) — obbligatori
- Due piccozze (classica + tecnica tipo piccozza-trazione) — obbligatorie nella parte alta (55°–60°)
- Corda doppia 60 m — calate possibili in caso di ritirata parziale o secondo le condizioni
- Viti da ghiaccio (4 minimo) — terreno di ghiaccio vivo nella parte alta, soste sicure
- Casco — obbligatorio (seracchi + caduta sassi)
- Imbrago + materiale da calata (discensore, autobloccante, moschettoni HMS)
- Piumino alta quota + antivento impermeabile — per l'isolamento d'emergenza al bivacco, marchi francesi come Cimalp propongono piumini in piuma naturale 800 cuin che non superano i 285 g
- Base termica in lana merino + strato intermedio in pile + pantalone da alpinismo in tessuto guscio
- Scarponi da alpinismo doppio o mono-scafo rigidi (suola per ramponi)
- Frontale + batterie di ricambio — partenza notturna sistematica
- Viveri per 24-36 h (parete non rifornita), acqua + pastiglie di purificazione
- GPS + carta IGN 1:25.000 (sezione Monte Bianco versante italiano) — precaricata con coordinate
- Kit medico con farmaci MAM (acetazolamide su prescrizione) + antidolorifici
Per quale profilo?
Alpinisti esperti che hanno completato diverse vie AD/D nelle Alpi (Monte Bianco per via del Goûter, traversata dei Trois Monts o equivalente), con perfetta padronanza delle tecniche di ghiaccio e misto, a proprio agio nella progressione autonoma notturna. La Compagnia delle Guide di Chamonix e lo SNGM raccomandano sistematicamente l'accompagnamento di una guida di alta montagna UIAGM/IFMGA per una prima sulla Voie Major.
Quando evitare questa via
Condizioni meteo instabili (vento > 50 km/h a 4.000 m, probabilità di temporale > 20% nelle 24 h secondo Météo-France). Periodo post-ondata di calore (seracchi fragilizzati, ghiaccio vivo aumentato). Prima esperienza in alta montagna o prima notte oltre i 3.000 m. Assenza di padronanza di una delle attrezzature obbligatorie (ramponi, viti, seconda piccozza, calata in condizioni alpine).
Alternative
Domande frequenti
Fonti
- IGN / OGE — Misura ufficiale vetta Monte Bianco: 4.805,59 m (2021)
- FFCAM — Topo-guida Grandes Alpes (Monte Bianco, settore Brenva)
- ENSA (École Nationale de Ski et d'Alpinisme, Chamonix) — Riferimento tecnico alpinismo
- T. Graham Brown — 'Brenva' (1944) — resoconto della prima ascensione della Voie Major (1928)
- PGHM Chamonix — Bollettini sicurezza montagna 2025
- CNRS / Laboratorio di Glaciologia — Dati arretramento ghiacciaio della Brenva (1980–2023)
- Compagnia delle Guide di Chamonix — Condizioni e resoconti vie 2026
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Per approfondire
Sicurezza: Le condizioni in alta montagna evolvono rapidamente. Le informazioni di questa pagina non sostituiscono né il parere di una guida alpina, né i bollettini meteo, né le informazioni ufficiali dei rifugi e degli organismi di sicurezza.


