Parete della Brenva: grandi vie storiche del Monte Bianco

    Itinerario di salita

    Parete della Brenva: grandi vie storiche del Monte Bianco

    La parete della Brenva è uno dei versanti più mitici dell'alpinismo europeo. Sul fianco italiano del Monte Bianco (4.805,59 m — IGN/OGE 2021), riunisce diverse grandi vie aperte tra il 1865 e il 1928, tutte classificate da D a TD, in un ambiente di impegno totale e isolamento caratteristico del versante italiano. Qui l'alpinismo di alta montagna ha scritto alcune delle sue pagine più emblematiche.

    Scritto da Victor Michelappassionato di storia e alpinista appassionato, residente a Chamonix. Pubblicato il 7 maggio 2026 · Aggiornato il 6 agosto 2026

    Riassunto rapido

    Versante italiano accessibile da Courmayeur (Italia) tramite il traforo del Monte Bianco o il Col du Géant. Rifugio Monzino (CAI, 2.590 m) o bivacco Eccles (3.850 m) usati come campi base. Vie principali: Route de la Brenva (1865, AD+/D, prima ascensione del versante), Route Major (1928, TD, Graham Brown e Smythe), Sentinelle Rouge (D). Riservato a cordate molto esperte con padronanza tecnica in condizioni miste.

    Da ricordare

    • Versante italiano del Monte Bianco — accesso da Courmayeur (Italia), 2 h da Chamonix via traforo del Monte Bianco
    • Dislivello totale della parete: ~2.000 m dalla Valle d'Aosta alla vetta (4.805,59 m IGN/OGE 2021)
    • 3 vie principali: Route de la Brenva (1865), Route Major (1928), Sentinelle Rouge (D)
    • Difficoltà AD+/D a TD (ENSA/FFCAM) — nessun itinerario sotto AD+ su questo versante
    • Campo base: rifugio Monzino (CAI, 2.590 m) o bivacco Eccles (FFCAM, 3.850 m) secondo la via
    • Impegno massimo: nessuna possibilità di ritirata rapida oltre il primo terzo
    • Prima ascensione del versante: Mathews, Moore, Walker e la guida Jakob Anderegg — 15 luglio 1865

    Scheda tecnica

    • VersanteItaliano — Courmayeur / Val Veny (Aosta, Italia)
    • AccessoCourmayeur (1.224 m) tramite traforo del Monte Bianco (Chamonix–Courmayeur, ~45 min, pedaggio ~25 €) o Col du Géant
    • Campo baseRifugio Monzino (CAI, 2.590 m) o bivacco Eccles (FFCAM, 3.850 m) secondo la via scelta
    • Altitudine vetta4.805,59 m (misurazione ufficiale IGN/OGE 2021)
    • Dislivello totale~2.000 m (fondovalle → vetta) · ~1.000 m (crepaccia terminale ~3.800 m → vetta)
    • DifficoltàAD+/D (Route de la Brenva) · D (Sentinelle Rouge) · TD (Route Major) — ENSA/FFCAM
    • Vie principaliRoute de la Brenva (1865), Route Major (1928), Sentinelle Rouge
    • Stagione ottimaleDa metà giugno a fine luglio per neve portante; dopo metà agosto: rischio maggiore di caduta sassi
    • Durata tipica2-3 giorni secondo la via (avvicinamento + ascensione notturna + discesa versante francese)
    • RientroVia normale del Goûter (versante francese) — discesa in 3-5 h verso Saint-Gervais o Les Houches

    Accesso e logistica

    Giorno 1 — Avvicinamento da Courmayeur al rifugio Monzino

    Courmayeur (1.224 m) → Rifugio Monzino (CAI, 2.590 m) — 3 h 30-4 h di cammino. Da Courmayeur o La Visaille (fondo della Val Veny), il sentiero risale il ghiacciaio del Miage e raggiunge il rifugio Monzino, di proprietà del Club Alpino Italiano (CAI). Custodito in stagione (metà giugno-metà settembre), circa 70 posti. Prenotazione obbligatoria tramite la sezione CAI di Courmayeur. È il campo base storico delle grandi vie della Brenva e del versante Innominata/Frêney.

    Alternativa in quota: bivacco Eccles (FFCAM, 3.850 m). Per le vie più alte (Route Major, Sentinelle Rouge), alcune cordate preferiscono raggiungere direttamente il bivacco Eccles dal rifugio Monzino (4-6 ore aggiuntive sul ghiacciaio del Brouillard). Il bivacco Eccles, incustodito e gestito dalla FFCAM (~15 posti), si trova al Col de l'Innominata (3.850 m). Permette di partire di notte con solo ~1.000 m di dislivello fino alla vetta.

    Giorno 2 — La parete: ascensione notturna

    Partenza tra mezzanotte e le 3 secondo la via e il rifugio. Tutte le vie della Brenva impongono una partenza notturna per: (1) attraversare la zona della crepaccia terminale e dei seracchi su neve dura gelata; (2) limitare la caduta di ghiaccio e rocce scongelate dal calore diurno; (3) raggiungere la vetta (4.805,59 m) prima dei temporali convettivi pomeridiani. La parete copre circa 1.000 m di dislivello dalla crepaccia terminale (~3.800 m) alla cresta sommitale. Le vie più rapide in condizioni eccellenti permettono di raggiungere la vetta in 5-8 h dal bivacco Eccles (Route de la Brenva), o 8-12 h per la Route Major.

    Giorno 3 — Discesa per la via del Goûter (versante francese)

    Vetta → Rifugio del Goûter (3.835 m) → Saint-Gervais o Les Houches. Tutte le ascensioni della Brenva includono una discesa per la via normale del Goûter, lato francese, perché la parete della Brenva non si può disarrampicare — la logica della montagna lo impone. Bisogna quindi prevedere la discesa via il Dôme du Goûter (4.304 m), il rifugio del Goûter (3.835 m), e raggiungere il tramway del Monte Bianco a Nid-d'Aigle (2.412 m) o scendere a piedi fino a Les Houches. Questa logistica su due valli (Courmayeur → Chamonix) richiede di lasciare un veicolo o organizzare il rientro in anticipo.

    Livello fisico

    Richiesto un livello fisico eccezionale. Tutte le vie della Brenva richiedono 2-3 giorni di sforzo continuo (avvicinamento, notte in quota, ascensione notturna, discesa). Le cordate devono aver già salito diverse cime di 4.000 m nelle Alpi (Breithorn, Gran Paradiso, Bishorn o equivalente), un'ascensione al Monte Bianco per una via più accessibile, e almeno una notte in rifugio d'alta quota. L'ENSA raccomanda 8-12 h di allenamento cardio-montagna a settimana per 4-6 mesi di preparazione.

    Livello tecnico

    Livello tecnico avanzato-esperto. Difficoltà AD+/D a TD secondo la via. Padronanza indispensabile: ramponi 12 punte su ghiaccio e misto, tecnica piolet-traction su pendii ripidi (40°-60°), posizionamento e recupero autonomo di viti da ghiaccio, progressione in terreno misto (roccia + ghiaccio), calate in doppia in condizioni alpine notturne. La Route Major (TD) comporta tratti di ghiaccio su pendenza sostenuta per diversi tiri consecutivi senza possibilità di ritirata.

    Dettagli sulla difficoltà

    Tre fattori aggravano le difficoltà tecniche sulla Brenva: (1) l'isolamento totale — nessuna ritirata facile oltre il primo terzo della via, la vetta è l'unica uscita; (2) le condizioni mutevoli — il versante subisce lo scioglimento stagionale dagli anni 2000, rendendo i seracchi meno stabili e il ghiaccio vivo più frequente; (3) l'altitudine — i tratti tecnici si trovano tra i 4.000 e i 4.700 m, dove la pressione parziale di O₂ è ridotta del 40-45% rispetto al livello del mare (ENSA). Il ghiacciaio della Brenva ha perso circa il 30% della sua superficie dagli anni '80 (dati CNRS).

    Rischi specifici

    • Caduta di seracchi — zona attiva soprattutto a fine stagione (agosto-settembre); attraversare rapidamente prima delle 8 solari
    • Caduta sassi — accelerata dal riscaldamento climatico; casco obbligatorio su tutto il versante
    • Isolamento — nessuna possibilità di ritirata rapida oltre il primo terzo; la vetta è l'unica uscita percorribile
    • Condizioni di ghiaccio vivo — copertura nevosa ridotta dagli anni 2000; ramponi 12 punte + due piccozze indispensabili
    • Meteo avversa improvvisa — consultare il bollettino di montagna di Météo-France + MeteoBlue + bollettino PGHM Chamonix prima della partenza
    • Disorientamento notturno — versante poco segnalato; GPS con coordinate del bivacco Eccles e della crepaccia terminale preregistrate indispensabile

    Rifugi e punti chiave

    • Rifugio Monzino (CAI) — 2.590 m — Val Veny, Courmayeur (Italia) — ~70 posti, custodito metà giugno-metà settembre — prenotazione obbligatoria
    • Bivacco Eccles (FFCAM) — 3.850 m — Col de l'Innominata — ~15 posti, incustodito, aperto in stagione estiva
    • Rifugio del Goûter (FFCAM) — 3.835 m — versante francese — ~120 posti, custodito giugno-settembre — per la discesa dopo la vetta

    Attrezzatura consigliata

    • Ramponi 12 punte anti-zoccolo (automatici) — obbligatori su tutto il versante
    • Due piccozze (classica + tecnica tipo piolet-traction) — consigliate per Route Major e Sentinelle Rouge
    • Corda doppia da 60 m (o 2×50 m) — calate in doppia possibili secondo la via e le condizioni
    • Viti da ghiaccio (minimo 4) — per soste e protezione su tratti di ghiaccio vivo
    • Casco — obbligatorio (rischio seracchi e caduta sassi)
    • Imbrago + materiale completo per calata in doppia (discensore, bloccante, moschettoni HMS)
    • Piumino da alta quota + giacca antivento impermeabile
    • Strato base termico in lana merino + strato intermedio in pile + pantalone alpinismo tipo shell
    • Scarponi da alpinismo doppi o monoscocca rigidi (suola per ramponi obbligatoria)
    • Frontale con batterie nuove — partenza notturna sistematica
    • Viveri per 2-3 giorni (parete senza possibilità di rifornimento), acqua + pastiglie potabilizzanti
    • GPS con le coordinate del bivacco Eccles e dei principali punti dell'itinerario preregistrate
    • Kit di primo soccorso incluso farmaci contro il mal di montagna acuto (acetazolamide su prescrizione medica)

    Per quale profilo?

    Alpinisti esperti che abbiano già salito diverse cime di 4.000 m nelle Alpi (inclusa almeno un'ascensione al Monte Bianco per la via del Goûter), con padronanza delle tecniche di ghiaccio avanzate e della progressione autonoma notturna. Idealmente accompagnati da una guida alpina d'alta quota (UIAGM/IFMGA) per una prima volta su questo settore — la Compagnie des Guides de Chamonix e lo SNGM lo raccomandano formalmente.

    Quando evitare questa via

    Previsioni meteo instabili (vento > 40 km/h a 4.000 m o probabilità di temporale > 30% secondo Météo-France). Dopo un lungo periodo di calura (seracchi indeboliti). Prima esperienza in alta montagna o mancanza di padronanza della calata in doppia in condizioni alpine. Mancanza di esperienza con i ramponi su pendii > 45°.

    Alternative

    Domande frequenti

    Fonti

    • IGN / OGE — Misurazione ufficiale vetta Monte Bianco: 4.805,59 m (2021)
    • FFCAM — Guida delle grandi vie alpine (settore Monte Bianco, versante italiano)
    • ENSA (École Nationale de Ski et d'Alpinisme, Chamonix) — Riferimento tecnico di alpinismo
    • T. Graham Brown — «Brenva» (1944) — racconto storico della prima Route Major
    • PGHM Chamonix — Bollettini di sicurezza in montagna (stagione 2025)
    • CAI (Club Alpino Italiano) — Informazioni rifugio Monzino e accesso Val Veny
    • CNRS / Laboratorio di Glaciologia — Dati sull'arretramento del ghiacciaio della Brenva (1980-2023)
    • Compagnie des Guides de Chamonix — Dati su difficoltà e condizioni 2026

    Altre vie di salita

    Per approfondire

    Sicurezza: Le condizioni in alta montagna evolvono rapidamente. Le informazioni di questa pagina non sostituiscono né il parere di una guida alpina, né i bollettini meteo, né le informazioni ufficiali dei rifugi e degli organismi di sicurezza.

    Voie d'ascension du Mont Blanc
    Alpiniste en pente raide au-dessus des nuages
    Arête sommitale du Mont Blanc au lever du soleil