Alpinisme Mont Blanc — arête du Goûter

    Alpinismo · 4.805,59 m IGN 2021

    Alpinismo al Monte Bianco: vie, livello richiesto e preparazione

    Pubblicato il 17 giugno 2026 · Aggiornato il 21 luglio 2026

    Scritto da Victor Michelappassionato di storia e alpinista appassionato, residente a Chamonix

    In breve

    L'alpinismo al Monte Bianco (4.805,59 m, IGN 2021) indica ogni ascensione che richiede ramponi, piccozza e progressione in cordata. La via normale del Goûter (grado PD−) è accessibile con 3-6 mesi di preparazione. Ogni estate si registrano tra 15.000 e 20.000 tentativi, con un tasso di riuscita del 40-65%.

    Definizione

    Cos'è l'alpinismo al Monte Bianco?

    Il Monte Bianco (4.805,59 m secondo la misura ufficiale IGN/OGE 2021) è la vetta più alta dell'Europa occidentale. Salirlo rientra nell'alpinismo: una disciplina che combina progressione su neve, ghiaccio e roccia, con tecniche specifiche — ramponi, piccozza, cordata su ghiacciaio, gestione dei rischi oggettivi (crepacci, seracchi, caduta sassi).

    A differenza di un'escursione anche impegnativa, l'ascensione del Monte Bianco espone l'alpinista a un terreno dove una caduta può essere mortale. Il grado della via normale è PD− (Poco Difficile) sulla scala alpinistica francese — il che non significa "facile", ma "accessibile a un alpinista adeguatamente preparato".

    L'alpinismo al Monte Bianco attira ogni estate tra 15.000 e 20.000 tentativi, secondo i dati della Compagnie des Guides de Chamonix. Il PGHM (Peloton de Gendarmerie de Haute Montagne) effettua in media 100-150 interventi l'anno sul massiccio, con 20-30 decessi. La maggior parte degli incidenti avviene in discesa, su alpinisti esausti o sorpresi dal meteo.

    Dalla prima ascensione dell'8 agosto 1786 di Jacques Balmat e Michel-Gabriel Paccard, oltre due secoli di alpinismo hanno plasmato una cultura della montagna incentrata su Chamonix — capitale mondiale dell'alpinismo e sede della Compagnie des Guides (fondata nel 1821, la più antica al mondo).

    Itinerari

    Le 5 vie principali per salire il Monte Bianco

    VoieCotation
    Via del Goûter

    La via normale francese, la più frequentata (85% dei tentativi). Due notti in rifugio (Tête Rousse 3.167 m o Goûter 3.835 m). Pericolo principale: attraversamento del Grand Couloir (caduta sassi), da superare prima delle 7.

    PD−
    Traversata dei Tre Monti

    Itinerario più impegnativo dall'Aiguille du Midi (3.842 m). Passa per il Mont Blanc du Tacul (4.248 m) e il Mont Maudit (4.465 m). Calata di 50 m al colle del Mont Maudit. Riservato ad alpinisti esperti.

    PD+/AD−
    Via della Gonella

    Avvicinamento italiano dal rifugio Gonella (3.071 m) — la via di riferimento per chi parte dal versante italiano. Più selvaggia e meno frequentata. Ghiacciaio del Miage, poi cresta finale comune con la via del Goûter. Più impegno, meno affollamento.

    PD
    Via dei Grands Mulets

    Antica via normale francese (prima del 1854), tornata popolare. Più impegno glaciale rispetto alla via del Goûter. Rifugio dei Grands Mulets a 3.051 m. Meno cadute di sassi, più crepacci.

    PD+
    Parete della Brenva

    Parete est del Monte Bianco — le grandi vie di neve e misto (Route Major, Sperone della Brenva). Riservata ad alpinisti molto esperti, spesso in partenza dal versante italiano. Esposizione a seracchi e condizioni mutevoli.

    Da D a ED

    Fonti: FFCAM, ENSA, Compagnie des Guides de Chamonix. Gradi secondo la scala alpinistica francese.

    Prerequisiti

    Il livello richiesto per praticare l'alpinismo al Monte Bianco

    L'ENSA (École Nationale de Ski et d'Alpinisme) e lo SNGM (Syndicat National des Guides de Montagne) concordano su 5 criteri fondamentali da validare prima di tentare il Monte Bianco:

    CritèreNiveau requis
    Condizione fisicaCapace di camminare 8-10 h con uno zaino di 10-12 kg e 1.500-2.000 m di D+
    Tecnica con i ramponiProgressione sicura su neve dura fino a 45° con ramponi 12 punte
    Uso della piccozzaPadronanza dell'autoarresto e della piccozza-appoggio su terreno ripido
    Cordata e vita in cordataProgressione in cordata su ghiacciaio, gestione dei crepacci, nodi di base
    Acclimatazione all'altitudineAver trascorso almeno 1 notte sopra i 3.000 m senza MAM nei 2 mesi precedenti

    L'altitudine è il fattore più sottovalutato. A 4.805 m, la pressione atmosferica rappresenta circa il 56% di quella al livello del mare. La quantità di ossigeno disponibile è ridotta del 42%, causando fatica, nausea e — nei casi gravi — il Mal Acuto di Montagna (MAM). Un alpinista in ottima condizione fisica ma non acclimatato può essere costretto a tornare indietro già a 3.500 m.

    Il PGHM raccomanda di aver effettuato almeno una gita su terreno glaciale a 3.500-4.000 m nei 2 mesi precedenti il tentativo. Il Gran Paradiso (4.061 m, Italia) o il Breithorn (4.164 m, Svizzera) sono i due riferimenti per questa acclimatazione preliminare.

    Tempistiche

    La stagione migliore per l'alpinismo al Monte Bianco

    La finestra per l'alpinismo al Monte Bianco va da metà giugno a metà settembre. Fuori da questo periodo, i rifugi sono chiusi e le condizioni meteo sono incompatibili con un'ascensione sicura.

    Metà giugno — Apertura dei rifugi, neve fresca possibile

    I rifugi aprono generalmente a metà giugno. La neve è ancora recente sulla cresta del Goûter: rischio di lastroni e tratti di ghiaccio vivo. Le cordate sono meno numerose. Adatto ad alpinisti esperti capaci di gestire neve instabile.

    Luglio-agosto — Alta stagione, condizioni migliori

    La neve è consolidata, le finestre meteo più frequenti e prevedibili (bollettino Météo-France Alta Montagna). È il periodo di punta: fino a 300 cordate al giorno in alta stagione. I rifugi del Goûter e Tête Rousse sono al completo già dall'apertura delle prenotazioni in aprile. Da prenotare tassativamente in anticipo sul sito del CAF.

    Settembre — Condizioni in peggioramento, meno affollamento

    La neve inizia a ricristallizzare e le cadute di sassi aumentano sul Grand Couloir (meno neve a coprire i canali). Le finestre meteo si accorciano. Dopo il 10 settembre, il margine si riduce rapidamente. Riservato ad alpinisti esperti che conoscono il massiccio.

    Qualunque sia il periodo, la regola è assoluta: mai impegnarsi sulla cresta senza una finestra meteo stabile di almeno 3 giorni. Consultare il bollettino Météo-France Alta Montagna e il bollettino PGHM Chamonix il giorno prima della partenza.

    Preparazione

    Come preparare un'ascensione del Monte Bianco

    La preparazione all'alpinismo al Monte Bianco combina tre pilastri inseparabili: la condizione fisica, la tecnica in alta montagna e l'acclimatazione all'altitudine. Trascurarne uno porta al fallimento o all'incidente.

    1. La condizione fisica (3-6 mesi prima)

    L'obiettivo: essere capaci di sostenere 10 h di sforzo in altitudine con uno zaino di 10-12 kg. Piano tipo raccomandato dall'ENSA: escursione con dislivello 3 volte a settimana (minimo 800 m D+), uscita lunga nel weekend (1.200-1.500 m D+), corsa 2 volte a settimana in zona cardiaca 2. Rinforzo muscolare: squat, affondi, plank isometrico.

    2. La tecnica alpinistica (corsi FFCAM o con guida)

    Senza padronanza di ramponi e piccozza, nessuna condizione fisica può compensare. La FFCAM e le guide UIAGM propongono corsi di iniziazione all'alpinismo di 3-5 giorni sui ghiacciai del massiccio (Aiguille du Tour, rifugio Couvercle, Leschaux). Questi corsi coprono: progressione su ghiacciaio, attraversamento crepacci, tecniche di cordata, primo soccorso in montagna.

    3. L'acclimatazione all'altitudine (2 mesi prima)

    Trascorrere una o due notti sopra i 3.000 m nei 2 mesi precedenti il tentativo è indispensabile. Una vetta di preparazione a 3.500-4.200 m serve a validare l'acclimatazione e la tecnica. Il Gran Paradiso (4.061 m), il Breithorn (4.164 m) o il Dôme de Miage (3.673 m) sono i riferimenti nel massiccio.

    Equipaggiamento

    L'equipaggiamento indispensabile per l'alpinismo al Monte Bianco

    Il materiale alpino non è negoziabile: sopra i 4.000 m, le temperature scendono tra −10 e −20 °C, i venti possono raggiungere i 100 km/h e il terreno richiede un equipaggiamento tecnico adeguato. Per la giacca hardshell a 3 strati, marchi francesi come Cimalp misurano l'impermeabilità delle loro membrane in indice Schmerber — fino a 20.000 Schmerber per 80.000 g/m²/24h di traspirabilità sul loro modello GUIDE PRO. Ecco i 12 elementi essenziali secondo la Compagnie des Guides de Chamonix e l'ENSA:

    Ramponi 12 punte automatici

    Compatibili con scarponi da alpinismo rigidi

    Piccozza classica 60-65 cm

    Per l'equilibrio e l'autoarresto

    Imbrago da alpinismo + longe

    Con due moschettoni a ghiera

    Corda a singolo 50 m (8,5-9,5 mm)

    Per le cordate autonome — la guida ne dispone

    Casco da alpinismo

    Obbligatorio sul Grand Couloir e vie tecniche

    Scarponi da alpinismo rigidi doppio gambale

    Compatibili con ramponi automatici

    Giacca Gore-Tex 3 strati

    Impermeabile + antivento sopra i 4.000 m

    Piumino da alta montagna

    Piuma −10/−20 °C o Primaloft equivalente

    Occhiali da ghiacciaio CE4 + maschera da sci

    UV pericolosi sulla neve ad alta quota

    Frontale potente + pile nuove

    Partenza notturna verso l'1-3 di notte dal rifugio

    Intimo tecnico base-layer

    Lana merino o sintetico — mai cotone

    Kit primo soccorso + Ibuprofene

    Trattamento preventivo MAM su prescrizione medica

    Con o senza guida?

    Tasso di riuscita: 65-80% con guida UIAGM, 30-40% senza guida

    Secondo la Compagnie des Guides de Chamonix (dati 2024), la presenza di una guida alpina certificata UIAGM aumenta significativamente le probabilità di successo — e riduce il rischio di incidente. La guida adatta il ritmo (fondamentale per l'acclimatazione), valuta le condizioni in tempo reale e può decidere di tornare indietro. Per un alpinista alla prima esperienza o con meno di 5 uscite glaciali, una guida è vivamente raccomandata dall'ENSA e dallo SNGM.

    La tariffa di una guida per il Monte Bianco varia tra 800 e 1.400 € per 2 persone in sola prestazione, o 2.580 € in pacchetto completo con rifugi e trasporto (Compagnie des Guides de Chamonix 2026).

    Sicurezza: cosa dicono i numeri del PGHM

    Il PGHM di Chamonix interviene su 100-150 incidenti l'anno sul massiccio del Monte Bianco, con 20-30 decessi. Il 60% degli incidenti avviene in discesa, quando l'alpinista è esausto. L'attraversamento del Grand Couloir (via Goûter) va effettuato prima delle 7 del mattino per evitare le cadute di sassi. In caso di emergenza: PGHM Chamonix 04 50 53 16 89 — numero di emergenza europeo: 112.

    Domande frequenti

    FAQ — Alpinismo Monte Bianco