
A chi appartiene la vetta del Monte Bianco? Il confine franco-italiano in discussione
Scritto da Victor Michel — appassionato di storia e alpinista appassionato, residente a Chamonix. Pubblicato il 14 settembre 2026 · 9 min di lettura
Nessun testo internazionale risolve la questione: le carte dell'IGN collocano la vetta del Monte Bianco interamente in Francia, quelle dell'Istituto Geografico Militare italiano la tagliano in due lungo lo spartiacque. Le due letture si basano sugli stessi documenti, il trattato di Torino del 24 marzo 1860 e gli atti di delimitazione del 1861-1862, la cui interpretazione diverge dal 1865.
Da ricordare
- Il trattato di Torino del 24 marzo 1860 non fissa alcuna linea in vetta: il suo articolo 3 affida questo compito a una commissione mista.
- Carte IGN: il confine aggira la calotta sommitale da sud, la vetta (4.805,59 m) è interamente francese.
- Carte IGM: il confine segue lo spartiacque, la vetta è condivisa tra i due Stati.
- La divergenza nasce dalla carta di stato maggiore redatta nel 1865 dal capitano Jean-Joseph Mieulet.
- Dal 2018 swisstopo tratteggia la zona sulle proprie carte e la indica come territorio conteso.
- Nulla è materializzato sul posto: la questione non cambia nulla per la salita, ma tutto per l'autorità competente.
A chi appartiene la vetta del Monte Bianco?
Coesistono due risposte ufficiali, e nessuna istanza ha arbitrato tra di esse. Per la Francia, la vetta si trova interamente sul suo territorio, tra i comuni di Saint-Gervais-les-Bains e di Chamonix-Mont-Blanc. Per l'Italia, il confine passa sulla cima stessa, che è dunque a cavallo tra i due Stati e ricade per metà nel comune di Courmayeur, in Valle d'Aosta. I due Stati si basano sugli stessi trattati dell'Ottocento e ne ricavano tracciati diversi: la contraddizione è cartografica e giuridica, mai risolta da una decisione comune.
Cosa dice, e cosa non dice, il trattato di Torino del 1860
Il trattato di Torino firmato il 24 marzo 1860 annette la Savoia e la contea di Nizza alla Francia, ma non descrive alcuna linea precisa in alta montagna. Il suo articolo 3 si limita a rinviare la questione a un'istanza da creare: «Una commissione mista determinerà, in uno spirito di equità, le frontiere dei due Stati tenendo conto della configurazione delle montagne e della necessità della difesa.» È qui che si annida tutta l'ambiguità successiva. Il testo fondatore non dice dove passa il confine al Monte Bianco; dice chi dovrà dirlo, e secondo quali criteri. Questi due criteri, la configurazione del rilievo e l'imperativo difensivo, non indicano necessariamente lo stesso tracciato.
La convenzione di delimitazione del 1861 e il verbale del 1862
La convenzione di delimitazione firmata a Torino il 7 marzo 1861 riprende la formula del protocollo precedente: la nuova frontiera segue il limite che separava allora il ducato di Savoia dal Piemonte. Non apporta alcuna precisazione in vetta. Il verbale di apposizione dei termini del 26 settembre 1862, ratificato dai due governi, porta a termine il lavoro: i commissari cercano i colli importanti in cui collocare i cippi, tredici in tutto, e annotano che la frontiera segue un percorso di cima in cima. Né la convenzione né il verbale pongono cippi in alta montagna, per natura impossibile da delimitare con termini. Tutto poggia dunque sulle carte che vi sono allegate, redatte in scala 1:50.000. Su queste carte la linea è tracciata a una scala in cui pochi decimi di millimetro valgono diverse decine di metri di terreno. I lettori italiani vi vedono un tracciato che passa per la cima; i lettori francesi, un passaggio sotto la cima, da diverse decine a diverse centinaia di metri più in basso.
1865: la carta Mieulet e il triangolo conteso
L'attuale tracciato francese compare per la prima volta sulla carta di stato maggiore redatta nel 1865 dal capitano Jean-Joseph Mieulet, cartografo dell'esercito francese, che era salito sul Monte Bianco il 14 luglio 1863 per rilevare il massiccio. La sua carta fa aggirare da sud i ghiacciai sommitali e colloca la cima interamente in territorio francese, laddove le carte allegate ai trattati seguivano la cresta. Ne risulta una fascia di terreno rivendicata dalla Francia e considerata italiana dall'Italia: il triangolo che si estende dalla vetta al Mont Blanc de Courmayeur (4.748 m) comprendendo il Rocher de la Tournette (4.677 m). È questo triangolo, e non la sola vetta, a costituire l'oggetto materiale del disaccordo.
IGN, IGM, swisstopo: tre carte, due confini
Ogni istituto nazionale riproduce la lettura del proprio Stato, senza segnalare al lettore che ne esiste un'altra. L'IGN segue il tracciato Mieulet: vetta e Col Major francesi, Mont Blanc de Courmayeur indicato come vetta di confine. L'Istituto Geografico Militare segue rigorosamente lo spartiacque: vetta condivisa, Mont Blanc de Courmayeur interamente italiano. Il contrasto più rivelatore viene da un terzo: la Svizzera ha a lungo ripreso la versione francese sulle proprie carte, prima che swisstopo passasse nel 2018 a una rappresentazione tratteggiata che segnala uno status di territorio conteso. È la sola delle tre cartografie ufficiali a riconoscere esplicitamente la controversia.
Saint-Gervais, Chamonix, Courmayeur: la posizione amministrativa dei comuni
Sul versante francese, la ripartizione comunale deriva da un'ordinanza prefettizia dell'Alta Savoia del 21 settembre 1946, che suddivide il settore del Dôme du Goûter e del Monte Bianco tra Saint-Gervais-les-Bains, Chamonix-Mont-Blanc e Les Houches. Questa ordinanza adotta l'interpretazione che colloca la vetta interamente in Francia e la divide tra Saint-Gervais e Chamonix, con il limite tra i due comuni che segue la cresta del Goûter e dei Bosses. Conseguenza poco nota: Saint-Gervais-les-Bains si ritrova titolare di un'exclave sul versante sud ghiacciato della calotta sommitale, un lembo di territorio staccato dal resto del comune. Il piano urbanistico locale adottato da Saint-Gervais nel 2016 riconosce del resto esso stesso che questa exclave si trova sul lato italiano della frontiera come delimitata nel 1860. Sul versante italiano, la cima dipende da Courmayeur, in Valle d'Aosta.
Un dossier diplomatico aperto, mai richiuso
Una commissione mista franco-italiana di delimitazione si riunisce dal 20 aprile 1988 a Nizza. Nella riunione del 24 marzo 1995 a Parigi constata che il disaccordo sul Monte Bianco eccede la sua competenza tecnica e deve salire ai ministeri degli Affari esteri. Nel luglio 1995 le autorità italiane trasmettono un memorandum che espone la loro lettura; nella riunione del 6 giugno 1996 a Sanremo la Francia riconosce l'esistenza di una differenza di interpretazione. Lo scambio documentale che segue basta da solo a dire lo stato del dossier: poiché gli esemplari francesi delle carte allegate del 1860 sono scomparsi durante l'occupazione tedesca, è l'Italia a fornire una copia certificata conforme dell'allegato al trattato, mentre la Francia trasmette in cambio una fotografia del 1930 dei documenti perduti. Da allora non è stato firmato alcun accordo.
Cosa cambia per l'alpinista: nulla sul terreno, tutto sulla carta
Sulla cresta sommitale la questione è invisibile: nessun cippo, nessun cartello, nessun controllo, nessuna formalità di ingresso o di uscita dal territorio. Una cordata che sale dal Goûter e scollina verso l'Italia non attraversa nulla di materiale. Il disaccordo diventa concreto non appena occorre designare un'autorità. Il soccorso dipende da due servizi pubblici distinti, il PGHM sul lato francese e il Soccorso alpino valdostano sul lato italiano, la cui competenza si determina in base allo Stato sul cui territorio avviene l'incidente: in vetta, questa determinazione dipende dalla carta adottata. Stessa logica per la polizia amministrativa: il potere di polizia di un sindaco si ferma ai limiti del suo comune, cosicché un'ordinanza municipale di Saint-Gervais-les-Bains riguarda la calotta sommitale solo nella lettura francese. In pratica, la cooperazione transfrontaliera risolve i casi reali senza attendere il diritto; ma l'alpinista che vuole sapere da quale regolamento dipende in vetta non ha, a oggi, una risposta unica.
La vetta secondo le tre cartografie ufficiali
Confronto dei tracciati pubblicati dagli istituti geografici nazionali francese, italiano e svizzero.
| Istituto | Tracciato in vetta | Mont Blanc de Courmayeur | Controversia segnalata al lettore |
|---|---|---|---|
| IGN (Francia) | Aggira la calotta sommitale da sud, secondo il tracciato Mieulet del 1865: vetta interamente francese | Indicato come vetta di confine | No |
| IGM (Italia) | Segue lo spartiacque: vetta condivisa tra i due Stati | Indicato come interamente italiano | No |
| swisstopo (Svizzera) | Riprendeva la versione francese dal 1963 al 2013 | Non precisato | Sì, con tratteggio dal 2018 |
Fonti e risorse



Da leggere dopo
FAQ
A chi appartiene la vetta del Monte Bianco, alla Francia o all'Italia?
Entrambi gli Stati la rivendicano sulla base di letture diverse dei trattati del 1860-1862: la Francia la considera interamente propria, l'Italia la ritiene a cavallo del confine. Nessuna decisione comune ha risolto la questione.
Perché le carte francesi e italiane del Monte Bianco non mostrano lo stesso confine?
L'IGN riprende il tracciato della carta di stato maggiore del 1865, che aggira la calotta sommitale da sud; l'IGM segue lo spartiacque, che passa sulla cima.
Cosa dice il trattato di Torino del 1860 sul confine in vetta al Monte Bianco?
Nulla di preciso: il suo articolo 3 affida la determinazione delle frontiere a una commissione mista, «in uno spirito di equità», tenendo conto della configurazione delle montagne e della necessità della difesa.
In quale comune si trova la vetta del Monte Bianco?
Secondo l'ordinanza prefettizia del 21 settembre 1946 è divisa tra Saint-Gervais-les-Bains e Chamonix-Mont-Blanc; la lettura italiana ne attribuisce la metà sud a Courmayeur.
La controversia di confine sul Monte Bianco è stata risolta?
No. La commissione mista franco-italiana ha rinviato il dossier ai ministeri degli Affari esteri nel marzo 1995, e da allora non è stato firmato alcun accordo.
Il confine è visibile sul terreno in vetta al Monte Bianco?
No: sulla cresta sommitale non esiste alcun cippo né alcuna segnaletica, e il passaggio da un versante all'altro non comporta alcuna formalità.
Chi interviene in caso di incidente in vetta al Monte Bianco, i soccorsi francesi o italiani?
Due servizi pubblici si dividono il massiccio: il PGHM sul lato francese, il Soccorso alpino valdostano sul lato italiano. La competenza segue il territorio, dunque la carta adottata.
Cos'è il triangolo conteso del Monte Bianco?
La fascia di terreno compresa tra la vetta e il Mont Blanc de Courmayeur (4.748 m), che include il Rocher de la Tournette (4.677 m), indicata come francese dall'IGN e come italiana dall'IGM.
Punti chiave da ricordare
- ·Il disaccordo non riguarda un punto ma una superficie: il triangolo che va dalla vetta al Mont Blanc de Courmayeur, Rocher de la Tournette compreso.
- ·L'articolo 3 del trattato del 1860 pone due criteri di delimitazione, la configurazione delle montagne e la necessità della difesa, che non indicano necessariamente lo stesso tracciato.
- ·Il verbale di apposizione dei termini del 26 settembre 1862 pone soltanto tredici cippi, tutti ai colli: l'alta montagna resta delimitata dalla sola carta allegata in scala 1:50.000.
- ·Il piano urbanistico locale di Saint-Gervais-les-Bains riconosce nel 2016 che la sua exclave del versante sud si trova sul lato italiano della delimitazione del 1860.
- ·swisstopo è la sola delle tre cartografie nazionali a segnalare la controversia al lettore, con un tratteggio adottato nel 2018.
- ·Gli esemplari francesi delle carte allegate del 1860 sono scomparsi durante l'occupazione tedesca; è stata l'Italia a fornirne una copia certificata conforme durante i lavori della commissione mista.